PSICOTERAPIA

Unire i frammenti con sottili linee dorate, ridefinire il senso della vulnerabilità,  accogliere l’imperfezione. Uno spazio personale in cui agire la propria autodeterminazione, un incontro in cui potersi conoscere, riconoscere, rinnovare.

UNO SPAZIO DEDICATO ALLA TUA CRESCITA PERSONALE

“In un clima favorevole alle trappole difensive, lavoriamo verso un ampliamento delle possibilità di pensiero e azione” 

V. Lingiardi

parole che curano

THE ONLY WAY OUT IS THROUGH

“Le  parole che usiamo ogni giorno possono ferire, ma possono anche essere scialuppe in un mare in tempesta. Ponti invisibili verso destini comuni” (E. Borgna – Le parole che ci salvano). La psicoterapia è fatta di parole, di sguardi, di corpi che ricordano, di slanci e di arresti, di paura, desiderio e intenzione.
Intraprendere un percorso di psicoterapia è aprirsi a un viaggio, da percorrere passo passo, sostenuti da curiosità e compassione per sè e per l’altro, nella consapevolezza di volere qualcosa di diverso per noi e di sapere che il cambiamento prende forma proprio partendo da noi, ma non siamo soli.

FLESSIBILITà

Flessibilità psicologica: disponibilità a fare esperienza di pensieri ed emozioni difficili, al servizio di ciò che è importante per noi

MINDFULNESS

Prestare attenzione all'esperienza intenzionalmente, momento per momento, in modo accogliente e non giudicante

TRANSCULTURAL

Background transculturale ed esperienza decennale con expats; tutti i servizi sono proposti anche in inglese

qualcosa di straordinario può succedere

Soffrire d’ansia, panico, depressione, avere una diagnosi di disturbo di personalità, difficoltà di apprendimento, problematiche relazionali, nulla di tutto ciò ti definisce. 

la psicoterapia per me

Uno psicoterapeuta costruisce il proprio approccio passo dopo passo, incontro dopo incontro. Nel mio percorso, un segno significativo è stato lasciato da Kelly Wilson, nel contesto delle psicoterapie cognitivo-comportamentali di terza onda. Sulla base del modello della scommessa di Pascal, Wilson ci invita a credere nella possibilità che l’incontro terapeutico porti paziente e psicoterapeuta a vissuti di pienezza in cui prendono forma e si sviluppano le radici del cambiamento. 

Abbandonando il modello disturbo come etichetta diagnostica-terapia come ‘molecola testata’ (Wilson,  2019) possiamo tornare ad osservare con cura i processi di cambiamento all’interno della relazione clinico-paziente, riconoscendo come il terapeuta sia parte integrante del processo e non invece qualcuno che applica uno dei molteplici protocolli disponibili.

Coltivo uno sguardo attento ed approfondito al ruolo del corpo e del sentire, e a sviluppi nelle neuroscienze, come la teoria polivagale e gli approcci somatosensoriali al trauma, consapevole del diverso modo di fare esperienza della sofferenza che ciascun individuo mi porta, così come della comune umanità di tale esperienza.

Con le parole di Kelly Wilson punto sul fatto che, nel lavoro tenace, delicato e appassionato che clinico e paziente portano avanti in psicoterapia, qualcosa di straordinario possa succedere.

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“Signore, volevo dire che lo so che sto male, e non riesco nemmeno a uscire da qui ogni tanto, e anche solo correre è per me una cosa troppo… Volevo dire che io la voglio, la vita, farei qualsiasi cosa per poter averla, tutta quella che c’è, tanta da impazzirne, non importa, posso anche impazzire, ma la vita quella non voglio perderla, io la voglio, davvero, dovesse anche fare un male da morire, è vivere che voglio.”

Alessandro Baricco

OCEANO MARE